16/05/2012

Difficile essere giovani

Perché devo credere in quello che dicono gli altri quando li vedo comportarsi, agire in modo completamente contrario a ciò che vanno blaterando? Quanta pseudo pedagogia , quanta deleteria psicologia, quanto vuoto idealismo…

Ma le parole oggi contano molto. Che poi siano vuote e senza fondamento, senza coerenza e senza senso, poco importa, purché la voce di chi le pronuncia sia possente, ben modulata e le parole roboanti e incomprensibili.

Più si è contorti, più ci si comporta in modo inconsueto e torbido, maggiore è l’indice d’ascolto e di considerazione.

Poveri quelli che sono giovani oggi! Le mode, il mal costume, le chiacchiere, tante e senza senso, li avvolgeranno dentro una spirale malevola e distruttiva che ne farà  carta da macero.

Non è la gioventù ad essere malata, come vogliono farci intendere, ma essa è solo il conseguente frutto di adulti insani, immaturi, sbruffoni e presuntuosi a tal punto da ergersi a educatori, a pedagoghi.

Poveri figli di tali genitori, poveri alunni di talaltri maestri!

Come potranno dimostrare che la loro ribellione nasce dallo scontento, dalla confusione che li invade quando vedono tanta contraddizione e tanta stupidità intorno a loro, quando non sanno a chi dare fiducia, in chi credere, visto che, chi comanda e educa non risponde al modello proclamato?

I figli, gli alunni si trovano come invischiati in un pantano paludoso, con i piedi trattenuti dalla melma che li ricopre e si sentono senza scampo, disperati, non riuscendo a difendersi e restando sempre dalla parte sbagliata della barricata. Loro hanno sempre torto, sono immaturi, incoscienti, devono crescere, devono imparare.

Queste sono solo frasi fatte nei secoli per proteggere gli errori dei “grandi”, parole messe lì per confondere gli errori dei più vecchi e far tacere chi, magari, ha pochi numeri nell’età, ma tanto più cervello e buon senso.

E’ duro essere giovani, si rischia di buttar via le potenzialità nascoste in ciascun essere umano da quando nasce, senza essere riusciti a farsi ascoltare.

Li si accusa di mancanza di attenzione, di partecipazione, di ascolto, sia nella vita familiare che scolastica, ma chi è disposto ad ascoltare, non a sentire, ma a fare attenzione a ciò che dicono con seria partecipazione, alla pari, da uomo ad uomo?

I giovani devono sentire i consigli dei più grandi, devono obbedire e tacere, da sempre per tradizione secolare! Ma non sempre è giusto, anzi oggi lo è ancor meno.

Sono gli adulti che non funzionano, sono loro che devono imparare, molto spesso, dai figli, dagli alunni, con umiltà e serietà. Se solo si guardassero dal di fuori con occhio obiettivo, si renderebbero conto che il loro comportamento “adulto”, che dovrebbe essere d’esempio, è molto distante da quello che hanno la presunzione di voler insegnare.

Lo scandalo nasce dal vertice e non dalla base, non per niente Qualcuno un tempo disse “se non diventerete come bambini…”

20:35 Scritto da: elisaber | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

20/03/2012

Fahrenheit 451

Fahrenheit 451 di Ray Bradbury

Sembra un libro lontano, oscuro, non inseribile nel contesto attuale, un libro fantascientifico, anzi di fantapolitica.
Il libro, scritto nel 1953, invece è esattamente la previsione di quello che sessanta anni dopo è diventato il mondo.
Si è presi dallo sgomento, constatando quale danno irreparabile può produrre la tecnologia se non viene gestita con accortezza e quale pericolo può annidarsi dietro la distruzione del passato, della tradizione, della memoria.
E’ difficile pensare che sia stato scritto negli anni 50, perché c’è già una intuizione  de “il grande fratello”. “I parenti”, “la famiglia”, “il salotto” sono i personaggi che la tv proietta nella  casa e con i quali si interagisce. Parlare con loro è più importante che con i propri familiari. I libri rappresentano il pericolo del pensare ,del poter scegliere e dunque, della libertà.
“ E ho pensato ai libri. E per la prima volta mi sono accorto che dietro ogni libro c’è un uomo. Un uomo che ha dovuto pensarli. Un uomo a cui è occorso molto tempo per scriverli, per buttar giù tante parole sulla carta. “ Con questa riflessione Montag inizia la sua redenzione da incendiario distruttore a  raccoglitore di memorie “ e quando ci domanderanno che cosa stiamo facendo, tu potrai rispondere loro: Ricordiamo.”
L’essere umano vuole uscire dalle difficoltà, dalle paure, dal dover prendere decisioni. E’ più facile lasciarsi trasportare dalla corrente, adeguarsi al flusso del moto che trascina e travolge inesorabilmente.  La “famiglia “ virtuale non oppone resistenze, non chiede sacrificio, si lascia guardare senza coinvolgimenti.
“Il fatto è che questa è l’epoca della carta igienica. Ti soffi il naso su una persona, la appallottoli, la getti via, tiri la catena e lo sciacquone se la porta via, allunghi la mano per un’altra persona, ti soffi l’appallottoli, tiri la catena.”
Attenzione prima o poi la carta igienica siamo anche noi, e il “segugio Meccanico” controlla i movimenti, scruta e osserva che nessuno possa uscire dai ranghi.
“Castriamo la mente dell’ uomo”
Con le cuffie nelle orecchie, gli occhi puntati sui piccoli schermi di cellulari e computer, l’attenzione concentrata sulle parole sempre più essenziali degli sms, circondati dal caos frenetico del traffico diurno e della musica la notte, spossati da infinite, velocissime attività le giornate passano senza che ci sia più tempo di pensare.
“Per ogni cosa c’è una stagione. Sì. Il tempo della demolizione, il tempo della ricostruzione.” 
Per fortuna alla fine resta la speranza del ricominciare a ricostruire, come la Fenice, dalle proprie ceneri, perché in ogni epoca, per quanto buia, l’uomo ha saputo ritrovare se stesso tornando a guardare indietro alla sua memoria e alle sue tradizioni.

19:48 Scritto da: elisaber in libri e fumetti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

14/02/2012

SOLI

 

SOLI di Giovanni D'Alessandro

Non so se per mia ignoranza, ma non avevo mai letto niente che fosse ambientato nel mondo italiano dell’università che, con tutti i suoi lati negativi, ha costretto ad espatriare tante giovani menti eccelse e dotate di grossi bagagli culturali.

L’intreccio, per niente scontato, si sviluppa interiormente ai due personaggi principali attraverso un casuale incidente avvenuto durante  l’esame di affreschi medievali. La realtà si mischia con il passato con tale equilibrio da creare una normale accettazione dei fatti come se non ci fosse niente di diverso da un semplice sogno.

Si avverte subito una notevole attitudine alla scrittura, con l’uso di un linguaggio mai volgare o banale,  ma capace di tradurre in parole le immagini pensate per tratteggiare il racconto. Il fatto poi che si parli dell’Abruzzo è un valore aggiunto per me che sono abruzzese!

Un bel libro che consiglio di leggere.

 

10:32 Scritto da: elisaber | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook